Alla Casa degli Argun si respira un’aria pesante, quasi elettrica. All’apparenza tutto sembra
notturno scuotono ogni certezza
Alla Casa degli Argun si respira un’aria pesante, quasi elettrica. All’apparenza tutto sembra procedere come sempre: il personale svolge le proprie mansioni con discrezione, le luci si accendono e si spengono secondo una routine ormai consolidata, e i membri della famiglia si muovono con la solita eleganza. Ma dietro questa facciata ordinata, qualcosa di profondamente inquietante sta per manifestarsi. Il filo che tiene insieme i delicati equilibri familiari è ormai logoro, e basta un piccolo strappo per far crollare tutto.
La prima a percepire il cambiamento è Yildiz, che negli ultimi giorni ha osservato movimenti sospetti, sguardi sfuggenti e conversazioni interrotte di colpo appena lei si avvicina. Halit, sempre più evasivo, sembra nascondere un peso di cui non vuole parlare. Ogni domanda riceve una risposta vaga, ogni tentativo di chiarimento viene rimandato. Yildiz è consapevole che nella Casa degli Argun nulla accade per caso e che spesso i pericoli arrivano da dove meno ci si aspetta.
Anche Ender sente che qualcosa sta cambiando. La donna, sempre dotata di un istinto impeccabile per fiutare il pericolo, nota che qualcuno sta cercando di rimettere in gioco le carte, senza mostrare apertamente le proprie intenzioni. Le arriva all’orecchio una frase captata nel momento sbagliato, un tono di voce troppo aggressivo per essere ignorato. Per Ender è sufficiente per capire che un nuovo capitolo di inganni sta per aprirsi, probabilmente più feroce di quelli affrontati finora.
Nel frattempo, Zehra vive una delle sue fasi più instabili. Confusa e vulnerabile, diventa un bersaglio perfetto per chi vuole manipolarla. Qualcuno si infiltra nella sua vita con parole dolci e promesse capziose, facendole credere che una persona della sua famiglia stia tramando alle sue spalle. Zehra, fragile e bisognosa di certezze, cade nella trappola. Il suo comportamento diventa irrazionale, imprevedibile, e ciò contribuisce a incrinare ulteriormente la già delicata atmosfera nella villa.
Il vero punto di rottura arriva durante una notte apparentemente tranquilla. Le luci sono basse, tutti sembrano essersi ritirati nelle loro stanze. Ma una figura incappucciata si muove silenziosa, come se conoscesse a memoria ogni passo necessario per evitare di essere vista. Attraversa corridoi, scende scale, evita zone illuminate: un fantasma in carne e ossa.
La destinazione è chiara: la biblioteca, il cuore pulsante della villa, il luogo dove vengono custoditi documenti, segreti e memorie della famiglia Argun. Qui avviene l’imprevedibile. Un rumore improvviso, un respiro trattenuto, un movimento troppo rapido da identificare. Poi un impatto violento, seguito dal tonfo di un corpo che crolla a terra. L’aggressore non perde un secondo: lascia la stanza così come l’ha trovata, scomparendo nel buio esattamente come era apparso.
La mattina successiva, la villa viene scossa dalla scoperta dell’accaduto. Halit, furioso e preoccupato, raduna immediatamente tutti. La tensione è palpabile, gli sguardi si incrociano con diffidenza. Per la prima volta, Halit ammette che la famiglia è sotto attacco e che qualcuno sta cercando di destabilizzare ogni certezza. Le sue parole, però, tradiscono più insicurezza che autorità: sembra sapere più di quanto voglia far credere, come se temesse una verità che non ha il coraggio di pronunciare.
Yildiz è sconvolta. Il pensiero che l’agguato possa essere legato a lei o a Halit le toglie il fiato. Le torna in mente ogni gesto sospetto degli ultimi giorni, ogni avvertimento ignorato. Ender, invece, osserva tutto con estrema lucidità. Mette insieme i pezzi: i comportamenti di Zehra, le tensioni tra alcuni membri della famiglia, i segreti mai confessati. Secondo lei, l’agguato non è stato casuale, né improvvisato. È stato pianificato nei minimi dettagli.
La villa, un tempo simbolo di stabilità, si trasforma improvvisamente in una gabbia dorata piena di insidie. Nessuno osa fidarsi di nessuno. Ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo assume un significato diverso. Il sospetto diventa il vero padrone della casa.
Poi arriva un dettaglio inaspettato, un oggetto ritrovato in un luogo apparentemente insignificante. Un indizio che cambia tutto, che rimette in discussione ogni certezza. E finalmente la verità inizia a emergere, gelida e tagliente come una lama:
l’agguato non era un segnale… ma una dichiarazione di guerra. E la battaglia è appena cominciata.